LaBellaCompagnia
PANACEA IN NERO SU BIANCO
Anche oggi ti stai struggendo di dolore e la rabbia ti sta corrodendo perché lei ti ha lasciato? Se hai questa penna in mano e questo foglio si sta riempiendo di parole hai capito finalmente che la tua ancora di salvezza sono io, il tuo nero su bianco che dovrai leggere ed amare come un libro di narrativa, anche se io non narro nulla ma ti spiego soltanto come devi vivere da qui in poi, sempre e comunque e chiunque sia la causa delle tue sofferenze.
Si può chiamare Francesca oppure Chiara, si può chiamare Valentina oppure Laura, io d’ora in poi sarò la tua panacea.
Se lei ti chiama e ti chiede come stai, tu devi sempre rispondere “Benone, tu invece?”. Una risposta di questo tipo le darà l’impressione che per te non sia successo niente anche se dentro di te stanno prendendo il sopravvento tutti i gironi dell’Inferno: mai darle la soddisfazione della tua sofferenza e di come la odi per come ti ha trattato dopo tutti i bei momenti passati assieme.
Se hai voglia tu di chiamarla pensa al fatto che così facendo non farai altro che rimandare a domani un qualcosa che devi fare immediatamente per riconquistare il tuo presente: tagliare i ponti col passato che lei ha rappresentato per te.
Se ti metti a sentire le canzoni che ascoltavi assieme a lei e ti viene da piangere rifletti sul fatto che la musica travalica i limiti angusti dell’esperienza di voi singole persone per proiettarsi in un’aura d’infinito, si permea di una bellezza che va oltre le sofferenze: non trovarti mai nella misera alternativa di dover scegliere tra il non sentire più una canzone o il doverla ascoltare collegandola alla tua rabbia, qualunque essa sia questa canzone non merita di essere disprezzata e sminuita.
Smettila di farti male da solo pensando a lei e a come sarebbe bello starle ancora accanto, ormai quello è il passato e tu devi affrontare il futuro ed essere aperto agli sviluppi che lui ti offre una sola volta: il presente che ti stai lasciando scappare non torna più, ed un giorno rimpiangerai il tempo che hai perso a soffrire guardando la vita da spettatore invece di agire dentro di essa da attore protagonista.
Il tempo che stai perdendo anche qui per scrivermi nessuno più te lo ridarà indietro, ma io ti posso dare una mano a non fare più lo stesso errore che hai già fatto tante volte prima di buttarmi giù su questo misero foglio. In tutti i giorni che cominceranno e finiranno dopo questi vivi la tua vita come se lei non fosse mai esistita, ripensala come si pensa ad un bel viaggio fatto all’estero, ad una bella settimana bianca, ad una bella giornata in spiaggia, o al più bello tra i tramonti che hai visto e che vedrai in tutto il resto della tua splendida vita: ripensala come ad una bellissima esperienza che mai più tornerà e che non devi assolutamente illuderti possa tornare.
Angelo Fausto Pierucci